Manca lo spazio per il controllo del rumore? SagiCofim vince a TETRIS

Torniamo a parlare di controllo del rumore e del relativo livello sonoro in ambiente, illustrandovi un interessante “caso di studio” che hanno visto SagiCofim impegnata direttamente sul campo.

Il caso Poste di Roma
Esso fa parte di un importante progetto di ristrutturazione e recupero di un edificio situato all’interno del complesso delle Poste di Roma, in zona EUR, con l’obiettivo di creare una centrale termofrigorifera dove una volta c’era una vecchia tipografia, ora dismessa.
La sfida è parsa fin dall’inizio molto ardua, perché si trattava di collocare alcuni gruppi frigoriferi molto rumorosi in un contesto edilizio confinante con numerosi ricettori sensibili, tra cui edifici abitativi, strutture direzionali, ministeri, etc…
La questione acustica non poteva quindi essere sottovalutata.

L’intervento di SagiCofim
Precisiamo che, al momento in cui ci è stato commissionato il lavoro, esisteva già un progetto di mitigazione acustica realizzato da un’altra società. Tra le richieste del committente ce n’era una ben precisa: che l’intervento di insonorizzazione delle macchine non prevedesse la demolizione di nessuna delle parti storiche dell’edificio, preservando il più possibile la struttura nelle sue dimensioni e forme.
Un serio ostacolo che ha alzato il coefficiente di difficoltà del progetto, già elevato per sua stessa natura.
I nostri tecnici, supervisionati da Romano Magistrelli, Responsabile della Divisione Acustica SagiCofim e da Alberto Manzoni, Acoustics Specialist e Tecnico Competente si sono subito messi al lavoro per presentare un progetto ad-hoc che rispettasse tutte queste indicazioni.
L’intervento prevedeva due diverse tipologie di superfici di ventilazione: la sezione di aspirazione dell’aria in ingresso ai gruppi frigoriferi e la sezione di espulsione dell’aria in corrispondenza dei ventilatori sommitali, che presentava componenti grigliati di finitura collocati sulla volta della struttura.
L’edificio in questione presentava una particolare copertura “ad onda” e di conseguenza gli spazi e i punti di insonorizzazione nei quali andare ad inserire i componenti erano, di fatto, obbligati. Per il controllo del rumore in aspirazione sono state sfruttate le ampie finestre presenti nella facciata dell’edificio, mentre in espulsione si è dovuto prevedere un sistema insonorizzante al di sotto dei grigliati posti proprio sulla copertura.

La scelta dei materiali corretti
Per l’aspirazione dell’aria si è scelto di utilizzare delle griglie afoniche, ritenute da noi ideali per la particolare tipologia di fissaggio a parete sulle facciate, e anche per una questione di ingombro, spessore, dimensioni e sezione di ventilazione.
Per l’espulsione dell’aria invece, che generalmente è la componente più importante, il progetto prevedeva la realizzazione di una struttura in acciaio a forma triangolare dotata di diverse volte e situata appena sopra ai ventilatori di espulsione delle macchine. In questo caso specifico, si sono inseriti dei setti afonici e pannelli fonoassorbenti, in grado di permettere il flusso dell’aria e al tempo stesso di contenere la rumorosità in uscita dall’edificio.

Dividere per poi ricomporre, come in un mosaico
Per la scelta delle corrette griglie afoniche è stato sufficiente un solo sopralluogo in cantiere, durante il quale sono stati misurati ingombri e luci, utili a definire i giusti componenti da inserire all’interno delle luci di aspirazione in facciata.
Per integrare il sistema silenziante necessario all’espulsione dell’aria nella struttura in acciaio, abbiamo dovuto realizzare dei componenti suddivisi in piccole parti, in modo da poterli inserire nella struttura metallica esistente. Essendo tale struttura di tipo triangolare, abbiamo realizzato degli specifici setti fonoassorbenti di dimensioni decrescenti, così da poter riempire al meglio lo spazio a disposizione sopra delle macchine, consentendo anche il contenimento delle perdite di carico e contenendo al massimo la rumorosità.
Stiamo parlando di più di mille pezzi di setti fonoassorbenti, il cui montaggio necessitava di un sistema di fissaggio pratico, considerate le condizioni di installazione precarie e da effettuarsi sospesi da terra e in spazi angusti. Quindi era necessario studiare e costruire componenti su misura che si adattassero al meglio ad una situazione che non concedeva margini di operatività. Componenti facilmente montabili, con il peso giusto per poter essere comodamente trasportati, tutti aspetti che dovevano essere rigorosamente considerati avendo a che fare con un contesto già precostituito e con degli spazi vincolati, come quello dell’edificio romano.
La difficoltà principale è stata quella di dover lavorare in un contesto che prevedeva macchine già inserite nei locali, un handicap che impediva, per esempio, l’utilizzo dei tradizionali mezzi di sollevamento per il trasporto dei componenti interi.
Ciò ha obbligato i nostri tecnici a scomporre i componenti in diversi kit, catalogandoli uno ad uno con l’apposito codice, in “stile Ikea”, per renderli trasportabili e poi montabili evitando di sbagliare le fasi del montaggio. “È stato più o meno come realizzare un mosaico” il commento di uno dei nostri collaboratori al termine del montaggio.
Ecco cosa intendiamo esattamente quando parliamo di “Sistemi SagiCofim pensati e costruiti su misura”.
Il lavoro eseguito per le Poste di Roma è un fiore all’occhiello della nostra Divisione Acustica, perché emblematico di una certa tipologia di progetto in cui servono esperienza, affidabilità e professionalità.

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