Comfort abitativo: quando è “Well” diventa più sostenibile

La crisi climatica al centro dell’attenzione internazionale è sicuramente uno dei motori che, negli ultimi tempi, ha maggiormente contribuito all’evoluzione del concetto di comfort abitativo.

Se fino a qualche anno fa le normative europee in ambito edilizio indicavano come primaria la necessità di ridurre i consumi energetici oggi non ci si accontenta più di raggiungere questo obiettivo. La nuova tendenza, oltre al parametro energetico, mette in primo piano le esigenze di benessere di chi abita l’edificio, un benessere che però non trascura l’esigenza di una maggiore sostenibilità ambientale.

“L’enorme attenzione dei progettisti verso il risparmio energetico ha portano alla realizzazione di edifici per così dire “impermeabili”, certamente ben isolati ma che, proprio per questo, permettono scambi minimi con l’esterno”, spiega Luigi Cinquanta senior partner di SagiCofim. “Questo tipo di edilizia, ottimizzata dal punto di vista dei consumi, non lo è altrettanto per la salute di chi ci vive. Insufficiente ricambio d’aria, condizioni di umidità relativa e qualità dell’aria interna non sempre ideali sono le conseguenze più evidenti anche sulla salute. Ecco perché è in atto un forte ricambio culturale che, insieme alla riduzione dei consumi, pone l’attenzione sul comfort abitativo”.

Sono nate così nuove tendenze per la certificazione dei moderni edifici; ne è un esempio l’ultimo protocollo made in USA, sulla base del quale sono in fase di progettazione diversi edifici anche in Italia, come ad esempio Building U1, Milanofiori Sviluppo srl (Milano), Italia 23, Corso Italia 23 Real Estate (Milano) e Sparkone Intown LendLease (Milano).

La direttiva si propone di regolamentare anche i parametri basilari del benessere abitativo; non è un caso se viene definita Protocollo Well, contrazione del sostantivo inglese wellness che a sua volta deriva dall’unione delle parole well (bene) e fitness cioè l’attività fisica necessaria per vivere sani. Il termine si riferisce a una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività fisica, pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta. Il tutto per favorire uno stato di benessere e di equilibrio psicofisico.

“I parametri presi in considerazione nel protocollo WELL, in totale dieci, sono molto diversi rispetto a quelli dei protocolli precedenti, la norma LEED per esempio”, continua Luigi Cinquanta.

“Le tendenze più all’avanguardia, infatti, puntano a ottimizzare aspetti fino ad oggi del tutto trascurati senza dimenticare ovviamente quelli tradizionali”.

La qualità dell’aria, il comfort termico e acustico ma anche la gestione dell’acqua, non soltanto quella erogata dagli impianti, ma anche le acque piovane e quelle reflue, il rilevamento dei possibili contaminanti, con un occhio attento allo smaltimento green. La qualità dell’aria interna è gestita in maniera approfondita, rispettando i valori di soglia massimi del particolato PM2,5 e PM10, dei VOC (composti organici volatili), delle formaldeidi e della CO2. L’utilizzo di sistemi dedicati alle polveri e ai gas permette di soddisfare i prerequisiti del protocollo.

E poi l’illuminazione che privilegia sempre più quella naturale; l’attenzione scrupolosa nella scelta dei materiali, la possibilità per chi abita l’edificio di poter utilizzare spazi in cui muoversi, ma anche di proteggere il benessere psicologico, il senso di comunità, di aggregazione, addirittura l’alimentazione.

Questo protocollo può essere applicato sia agli edifici in costruzione che su quelli in fase di ristrutturazione, e può interessare sia l’edilizia residenziale che quella destinata al terziario.

“Ciò che stupisce è che, ancora oggi, nonostante una diffusa attenzione al benessere, la maggior parte delle persone scelga ancora la casa trascurando, quasi del tutto, quella che sarà la qualità di vita all’interno dell’abitazione, prestando maggior attenzione piuttosto al design, alle rifiniture, ai servizi. Promotori immobiliari, cooperative edilizie, progettisti, ma anche le persone comuni devono sapere che, con il 10% di costo aggiuntivo sul totale dell’investimento, si possono ottenere valori di benessere percepito molto alti. Qualità di vita e benessere non devono essere considerati un lusso per pochi”, conclude Luigi Cinquanta. “Per questa ragione SagiCofim, oltre a offrire soluzioni innovative, si impegna da sempre alla diffusione della cultura “well” e ha come obiettivo primario la salute dell’uomo oltre che il comfort abitativo”.

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