Covid-19: la responsabilità sociale è un dovere. Per tutti!

In quello che rimarrà nella storia come uno dei periodi più difficili per il nostro Paese, fare la propria parte per essere vicini a chi ha più bisogno è un dovere di tutti. Aziende comprese!

E Noi di SagiCofim, con la Business Unit Filtrazione dell’aria, appartenendo alle filiere fondamentali nella gestione dell’emergenza, abbiamo voluto e dovuto continuare a dare il nostro contributo.

La nostra azienda ha infatti, da sempre, un ruolo di primo piano nella produzione di materiali e prodotti essenziali per il contenimento del particolato, dei batteri e dei virus. Pertanto, oltre a rifornire, come sempre, le linee di manutenzione per gli ambienti sensibili come ospedali, laboratori e aziende farmaceutiche, abbiamo anche condiviso, con progettisti ed installatori, nuove soluzioni e prodotti finalizzati a rendere agibili aree destinate temporaneamente al ricovero di pazienti legati alla grande emergenza Covid-19. Alcuni significativi esempi di ciò sono la fornitura di filtri assoluti per flussi canalizzati destinati alle UTA presenti negli ospedali Covid allestiti presso i locali della ex fiera di Milano e nelle tensostrutture di pre-triage approntate vicino all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Abbiamo, anche, potuto contribuito a mettere a disposizione terminali filtranti per l’ospedale da campo realizzato, in tempi record, nel parcheggio dell’Ospedale del Mare di Ponticelli, in Campania e i sistemi filtranti N.B.C. per l’Ospedale da campo donato dagli Alpini alla martoriata città di Bergamo.

Nell’emergenza sanitaria, con alcune strutture ospedaliere al collasso, si è altresì evidenziata la necessità di utilizzare mezzi di bio-contenimento per il trasporto di pazienti infetti, presso strutture che potessero accoglierli. Questi dispositivi, che consentono la somministrazione delle cure necessarie e il monitoraggio delle condizioni del malato in fase di trasporto e trasferimento, utilizzano filtri assoluti. Nello specifico abbiamo messo a disposizione i nostri media filtranti da inserire in appositi filtri a cartuccia per le barelle di bio-contenimento.

Da sempre cooperiamo a stretto contatto con diversi Atenei, ed è grazie a questa continua sinergia che abbiamo collaborato con il Politecnico di Milano al progetto Polimask, rendendo disponibile la strumentazione necessaria per eseguire i test sul materiale dei media filtranti per le (tanto agognate) mascherine.

Ma la nostra realtà è stata e continua a essere impegnata, anche, nell’ambito della manutenzione specializzata degli impianti e, di conseguenza, nella fornitura di ricambi per gli stessi. Grazie al rapporto con le società clienti che si occupano di manutenzione e, più in particolare della sostituzione dei filtri assoluti, possiamo anche contribuire alla fase di riconversione di quelle sale operatorie che, durante il picco dell’emergenza, sono state trasformate in terapie intensive e che ora, gradualmente, torneranno a svolgere la loro funzione originaria.

La responsabilità sociale della nostra azienda continua anche dopo il picco dell’emergenza con l’obiettivo di affiancare chi è in prima linea. A tal fine, grazie al pluriennale rapporto con un nostro cliente, possiamo contribuire, fornendo Canister e filtri assoluti, alla realizzazione di una cabina a doppia stazione progettata per lo screening di massa rapido. Con questo sistema l’operatore sanitario eseguirà il test senza entrare mai in contatto diretto con il paziente e, dopo ogni operazione, la cabina viene esposta a un ciclo di sanificazione. Il sistema è realizzato in collaborazione con un importante ospedale italiano in ambito della virologia, ma ci auguriamo possa diventare uno standard diffuso e riconosciuto nell’efficace rilevamento di soggetti Covid positivi.

Ma non solo, “nell’ambito della ricerca di laboratorio e nel settore farmaceutico, noi di SagiCofim siamo presenti con la fornitura di filtri HEPA per le cappe di sicurezza biologica” spiega Maurizio Gammariello, Product Manager di SagiCofim. “Sono le stesse apparecchiature che vengono utilizzate dalle aziende che proprio in questo periodo fanno ricerca e stanno sviluppando vaccini, farmaci antivirali, oppure a base di anticorpi monoclonali. Del resto, l’industria farmaceutica utilizza da anni strumenti di lavoro normati e validati a livello nazionale o internazionale che, oltre all’obiettività dei risultati, garantiscono la sicurezza di chi ci lavora”.

“Resta da sottolineare l’importanza della gestione degli impianti durante l’emergenza e delle manutenzioni, che devono necessariamente essere eseguite da personale specializzato e formato in modo continuativo”, aggiunge Gammariello. “Così come diventa fondamentale la scelta del componente più adatto in luoghi contaminati per evitare che l’aria espulsa contamini l’ambiente. Ne sono un esempio i Sistemi Canister in cui il cambio filtro, sotto sacco barriera, garantisce la protezione dell’ambiente e degli operatori che stanno eseguendo la manutenzione, come si può vedere nel video (clicca qui) che abbiamo reso disponibile in alcune schede prodotto del nostro sito.

In questa fase così delicata in cui si pensa alla ripresa delle attività nella consapevolezza che dovremo convivere ancora a lungo con un nemico subdolo e invisibile è opportuno riflettere sull’opportunità di applicare le misure di sicurezza, in materia di filtrazione dell’aria, fondamentali negli ambienti sanitari anche all’ambito civile: uffici, negozi, supermarket, musei, cinema, teatri, ma più ancora scuole e università.

Purtroppo, proprio in questo periodo, si sta diffondendo la notizia che gli impianti di filtrazione e condizionamento contribuiscono alla diffusione del virus Covid-19. In realtà, gli impianti non sono assolutamente pericolosi se correttamente realizzati e manutenuti. Lo conferma anche la posizione ufficiale di associazioni come AiCARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione) che nel prontuario appena pubblicato spiega perché e come gli impianti di climatizzazione possano ridurre il rischio di contagio diluendo l’eventuale concentrazione del virus all’interno dei locali chiusi, grazie al ricambio dell’aria.

Un ulteriore approfondimento lo potete leggere nell’editoriale di questo mese.

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