Fermiamo le polveri sottili

Una notizia degli ultimi giorni conferma quanto sia importante il ruolo della filtrazione per la tutela della salute. Secondo i dati aggiornati pubblicati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), nonostante i lenti miglioramenti, l’inquinamento atmosferico continua a superare i limiti e gli obiettivi dell’Unione europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il rapporto dell’AEA, intitolato «Air quality in Europe – 2018 report», presenta gli ultimi dati ufficiali sulla qualità dell’aria raccolti nel 2016 da oltre 2500 stazioni di monitoraggio presenti in tutta Europa.

 

Oltre alle considerevoli ricadute economiche e alle conseguenze negative per l’ambiente, i dati più impressionanti del rapporto AEA sono quelli relativi ai danni provocati alla salute, in particolare su coloro che vivono nelle aree urbane.

Il principale nemico pubblico sono le polveri sottili. Le stime aggiornate indicano che nel 2015 le concentrazioni di PM2,5 hanno causato 422 mila morti premature in 41 paesi europei. Nella sola Italia sono state più di 60 mila e purtroppo la pianura padana risulta tra le aree d’Europa con i più elevati livelli di concentrazione di particolato.

La buona notizia è rappresentata dal fatto che si registra una riduzione, lenta ma costante, di tali effetti negativi. Una valutazione inclusa nel rapporto mostra che le morti premature dovute al PM2,5 sono diminuite di circa mezzo milione all’anno rispetto ai livelli del 1990 grazie all’attuazione delle politiche europee in materia di lotta alle emissioni inquinanti.

Lo stato dell’aria esterna resta in ogni caso preoccupante, soprattutto se si pensa che la utilizziamo per migliorare le condizioni ambientali all’interno degli edifici in cui viviamo e lavoriamo.

Considerato questo scenario, quale può essere il nostro contributo per garantire la salute delle persone negli ambienti indoor? Dobbiamo innanzitutto cominciare a ragionare proprio in termini di polveri sottili, proprio come ci impone la norma UNI-ISO 16890 che prevede una classificazione dei filtri da utilizzare negli impianti di climatizzazione e ventilazione basata sulla qualità dell’aria interna ottenibile in funzione di quella esterna. Ciò significa che in sede di progetto ora si deve scegliere il filtro con l’efficienza adeguata al livello di inquinamento registrato su base locale.

Un adeguato sistema di filtrazione può dunque rappresentare un efficace strumento per difenderci da un pericolo invisibile ma reale.

Tuttavia, seppur oggi le norme e le tecnologie consentano sempre più di proteggerci, spetta ad ognuno di noi, coscientemente, promuovere e tenere comportamenti eticamente responsabili che saranno un virtuoso volano per il reale abbattimento di produzione di polveri sottili.

Solo da tanti piccoli reali contributi si potrà ottenere un decisivo vantaggio per l’ambiente, per noi stessi e la nostra salute!!!

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