IAQ e salubrità per il nuovo Campus Politecnico di Milano

Come saranno gli impianti di climatizzazione e ventilazione a servizio degli ambienti destinati all’istruzione nell’era post-Covid? La speranza è che venga seguito l’esempio del Politecnico di Milano che, per i nuovi edifici in fase di realizzazione presso il Campus Bonardi della Facoltà di Architettura, ha deciso di adottare delle soluzioni che garantiscono elevate prestazioni non solo dal punto di vista delle condizioni di comfort termoigrometrico e acustico ma, soprattutto, dal punto di vista della Indoor Air Quality e della salubrità dell’aria.

Gli impianti per le aule di insegnamento e i laboratori didattici dei tre nuovi edifici sono infatti basati sull’utilizzo di terminali integrati ad effetto radiante, dei quali abbiamo già parlato nello scorso numero della newsletter.

Gli elementi sono installati a soffitto a vista e sono costituiti dalla combinazione di una piastra in estruso di alluminio, attivata da tubazioni percorse da acqua refrigerata e acqua calda, con un diffusore lineare ad alta induzione. L’aria ambiente che subisce l’effetto di induzione lambisce la superficie esterna della piastra radiante e si raffredda per effetto convettivo.

Questi terminali presentano le medesime prestazioni delle travi fredde tradizionali, alle quali possono in qualche modo essere paragonati dato che si sviluppano in lunghezza. Rispetto a queste la grande differenza è rappresentata dal fatto che il principio di funzionamento non prevede alcun ricircolo dell’aria ambiente attraverso una batteria alettata. Ciò spiega il motivo per cui è possibile garantire una più elevata IAQ e soprattutto un maggiore grado di sicurezza nell’utilizzo in situazioni di emergenza come quelle attuali. A differenza di fan-coil e travi fredde, non sono infatti presenti componenti quali filtri e/o batterie alettate che possono diventare sede di deposito di contaminanti e virus e che richiedono quindi una continua manutenzione. Negli ambienti scolastici questa caratteristica risulta di fondamentale importanza per scongiurare il rischio di trasmissione del virus da parte di persone infette.

Un’altra caratteristica di grande rilevo è l’integrazione dei terminali in una struttura multifunzionale composta da pannelli laterali in legno con funzione acustica e da strisce illuminanti LED poste sui due lati.

Tutte le reti impiantistiche (canali aria, piping, canaline elettriche, luci e impianti speciali) sono state lasciate a vista al fine di creare un effetto complessivo high-tech, perfettamente adeguato al contesto di un’istituzione accademica votata all’insegnamento delle discipline tecniche.

Al tempo stesso la scelta di lasciare l’impianto a vista, con finiture di alta qualità, svolge una funzione didattica dato che offre agli studenti l’opportunità di apprezzare e comprendere l’importanza della tecnologia a servizio dell’architettura.

L’intervento di ampliamento ha portato alla realizzazione di 4.200 m² di nuovi spazi coperti e di un’area esterna di quasi 9.000 m².  I due edifici prospicienti la via Bonardi si sviluppano su un solo piano, con la copertura utilizzabile come terrazza praticabile dagli studenti. L’edificio più emblematico è un prisma vetrato che contiene il laboratorio di modellistica della Scuola di Architettura, mentre l’altra struttura è dedicata alla didattica. Il terzo edificio si sviluppa su 4 livelli e ospita aule da disegno e laboratori.

I tre edifici si basano sulla medesima tipologia di impianto HVAC, di tipo idronico misto aria-acqua con terminali a 4 tubi gestiti da valvole a 2 vie modulanti. L’impiego di un impianto di questo tipo consente di abbattere i carichi frigoriferi prevalentemente mediante i terminali ad acqua mentre la portata d’aria esterna immessa in ambiente garantisce il ricambio igienico in base all’affollamento e il controllo del carico latente dovuto alle persone. L’utilizzo di terminali radianti richiede il controllo dell’umidità relativa degli ambienti mediante immissione di aria deumidificata e l’utilizzo di acqua refrigerata a temperatura sempre superiore al punto di rugiada. In caso di apertura delle porte finestre sull’esterno, un contatto di battuta interrompe il flusso dell’acqua fredda nelle travi. Sui terminali è inoltre prevista una sonda di rugiada che, in caso di formazione di condensa, provvede ad arrestare il flusso dell’acqua fredda.

Complessivamente sono stati installati 412 metri di terminali, composti da singoli moduli aventi una lunghezza di 1000 mm o 1250 mm, ognuno dotato di un attacco laterale per l’alimentazione dell’aria primaria e di attacchi per il collegamento alle tubazioni di mandata e ritorno dell’acqua, per un totale di 364 terminali. Il dimensionamento è stato effettuato in modo da soddisfare il fabbisogno termico e frigorifero degli ambienti in regime estivo con acqua fredda a 16 °C, aria primaria a 14 °C e in quello invernale con acqua calda a 40 °C e aria primaria a 22 °C. La velocità dell’aria nella zona occupata risulta inferiore a 0,15 m/s con un livello sonoro inferiore a 35 dBA.

I fluidi caldo e freddo sono prodotti dalle nuove centrali termica e frigorifera a servizio di tutto il Campus con distribuzione ad anello.

Il progetto architettonico preliminare e definitivo è stato elaborato dallo studio Ottavio Di Blasi & Partners a partire da un’idea di Renzo Piano donata all’ateneo sotto forma di schizzi. A Di Blasi è stata affidata anche la supervisione alla progettazione esecutiva e la Direzione Lavori artistica. Il progetto definitivo dell’impianto HVAC (realizzato interamente in BIM) è stato sviluppato da Tekne in fase definitiva e da ETS in fase esecutiva. L’installazione degli impianti meccanici è ad opera della società Gianni Benvenuto, mentre la Direzione Lavori è stata effettuata direttamente dalla struttura del Politecnico di Milano. Il completamento dell’intervento è previsto entro il mese di settembre di quest’anno in corrispondenza dell’inizio del nuovo anno accademico.

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