Non tutte le travi fredde sono uguali

I vantaggi delle travi fredde sono ormai riconosciuti dai progettisti di impianti: elevato benessere, risparmio energetico, silenziosità, ridotta manutenzione.  Peraltro sono ben note anche alcune caratteristiche che richiedono una particolare attenzione in fase di progettazione, in primo luogo la necessità di controllare attentamente sia la portata d’aria primaria (per garantire un buon effetto induttivo) sia la temperatura dell’acqua refrigerata e l’umidità relativa (per evitare il rischio di formazione di condensa).

I modelli proposti dai principali costruttori sono molto simili tra loro, per quanto riguarda le tipologie costruttive, le dimensioni e le prestazioni.

È tuttavia disponibile una versione unica nel suo genere, denominata Inducool, che si distingue nettamente dalle altre dato che si basa su un concetto costruttivo e un principio di funzionamento del tutto originali.

 

Figura 1. Trave fredda con piastra radiante in estruso di alluminio

 

A differenza delle travi fredde di tipo tradizionale, essenzialmente composte da un plenum dotato di ugelli e da una batteria alettata, questa tipologia risulta infatti dall’integrazione di un diffusore lineare, a elevata induzione, con una piastra radiante in estruso di alluminio che viene attivata mediante tubazioni in rame percorse da acqua fredda o calda. L’aria primaria immessa dal diffusore provoca l’induzione dell’aria ambiente che lambisce la superficie esterna della piastra radiante raffreddandosi o riscaldandosi per effetto convettivo. Rispetto alle travi tradizionali questa versione presenta analoghe prestazioni (circa 500 W frigoriferi per metro lineare) ma con dimensioni molto più contenute, avendo una larghezza di soli 295 mm (invece di 600mm) e un’altezza di 145 mm (invece di 200mm).

Figura 2. Flusso dell’aria primaria e dell’aria indotta dall’ambiente

 

Le travi sono disponibili in moduli aventi una lunghezza compresa tra 500 e 1750 mm, ognuno dotato di un attacco laterale per l’alimentazione dell’aria primaria e di attacchi frontali per il collegamento alle tubazioni di mandata e ritorno dell’acqua.

Quali sono i vantaggi di questa versione così particolare?

In primo luogo le elevate condizioni di igiene, in quanto il flusso d’aria indotta dall’ambiente non attraversa una batteria alettata e ciò evita ogni rischio di deposito di polvere e di altri contaminanti, aspetto spesso sottovalutato e che può richiedere frequenti operazioni di pulizia con le travi fredde tradizionali. Ciò consente di utilizzare queste travi anche all’interno di camere di degenza ospedaliera, ove è necessario evitare ogni rischio di trasmissione di malattie.

In secondo luogo la modalità con la quale avviene l’immissione dell’aria da parte del diffusore ad alta induzione garantisce un’elevata miscelazione con l’aria ambiente, senza correnti fredde come invece può accadere, in caso di aria immessa a temperature inferiori a 20 °C, con le travi fredde tradizionali che si basano sulla diffusione ad effetto Coanda.

Restando in tema di comfort, è anche da considerare che esso è elevato grazie al raffreddamento fornito in parte sotto forma di scambio radiante della superficie alettata.

Last but not least, la costruzione in estruso di alluminio presenta un impatto estetico che risulta molto gradevole e apprezzato in termini di interior design e che consente una facile installazione delle travi sia ad incasso nei controsoffitti (che possono essere realizzati anche in lastre di cartongesso) sia sospese a vista sia integrate in strutture multifunzionali dotate anche di corpi illuminanti.

Figura 3. mock up realizzato in cantiere struttura multifunzionale che integra trave fredda, pannelli acustici e strisce LED

 

Proprio in virtù di questi vantaggi questa tipologia è stata scelta per la climatizzazione di 3 nuovi edifici attualmente in fase di realizzazione presso il Campus Bonardi della facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Il progetto degli edifici, destinati ad aule di insegnamento e laboratori, nasce da un’idea di Renzo Piano ed è stato sviluppato dallo studio di architettura Ottavio Di Blasi & Partners in collaborazione con Tekne Ingegneria, mentre l’installazione è a cura della società Gianni Benvenuto. Vi diamo appuntamento al completamento dei lavori, previsto entro la fine del 2020, per una descrizione dettagliata del progetto.

 

 

 

 

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