UNI 10339: quali sono le ultime novità

Come è ben noto a tutti gli addetti ai lavori, da anni la UNI 10339, principale riferimento per la progettazione degli impianti HVAC, è in fase di aggiornamento da parte di un apposito comitato del CTI. L’inchiesta pubblica finale della parte 1 è ancora in essere, ma è lecito sperare che la conclusione dei lavori e la pubblicazione siano ormai vicini e che quindi la norma aggiornata sarà presto disponibile.

Una delle questioni che ha provocato un confronto di opinioni, tra gli esperti del settore, è stato il ruolo dei sistemi di ventilazione naturale. Possono questi essere considerati un vero impianto in grado di garantire benessere e salute delle persone, oppure no?

Per dirimere questo dubbio bisogna considerare che, tra i tanti scopi della norma, uno dei più importanti è proprio quello relativo alla definizione dei concetti e delle tecnologie che i progettisti hanno a disposizione per garantire un’elevata IAQ, con particolare riferimento al ricambio dell’aria ambiente e alla filtrazione dell’aria esterna.
Aspetti che, nel corso degli anni, hanno assunto una rilevanza sempre maggiore in considerazione dell’aumento della concentrazione dei PM nell’aria esterna e della maggiore consapevolezza del ruolo svolto sulla salute delle persone da contaminanti e agenti patogeni presenti all’interno degli ambienti confinati, non ultimi i virus come il SARS-COV-2.

L’importanza della filtrazione è stata peraltro ribadita con la pubblicazione della nuova norma UNI 16798-3 che, finalmente, prescrive che l’efficienza minima dei filtri sia determinata sulla base proprio della qualità dell’aria interna e di quella esterna in situ.

Ciò che la proposta della norma UNI 10339-1 chiarisce e sancisce è proprio il fatto che qualsiasi tipologia di impianto HVAC deve essere dotata di sistemi di filtrazione dell’aria esterna, componente che deve quindi essere considerato imprescindibile. Nelle premesse si legge infatti: Gli impianti aeraulici, per svolgere queste funzioni, ricorrono sia alla diluizione (ricambio) con aria esterna, sia alla filtrazione (separazione e abbattimento) dei contaminanti”.
Purtroppo questo principio basilare risulta in conflitto l’utilizzo di sistemi di ventilazione naturale, con immissione di aria esterna non filtrata.
A tale proposito, è necessario chiarire che il ricambio forzato dell’aria mediante l’apertura delle finestre, raccomandato durante la pandemia, deve essere considerato solo come un extrema ratio, da utilizzare durante un periodo di emergenza per combattere il virus, e non come una soluzione a medio e lungo termine o in alternativa alla ventilazione meccanica.
Questo evidenzia quanto ci sia ancora da fare per mettere in sicurezza gli ambienti confinati, ne è un chiaro esempio la situazione delle scuole italiane dove si richiede, in accordo al D.M del 18 Dicembre 1975 art.5.3, che sia assicurata introduzione di aria esterna mediante opportuni sistemi, come ad esempio la VMC. I risultati di questa mancanza, purtroppo, sono oggi tristemente all’attenzione di tutti.

In conclusione, fino a quando non avremo davvero risolto il problema dell’inquinamento atmosferico, la vera soluzione per la IAQ è la filtrazione dell’aria!

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