Ospedaliero

Ospedaliero

Sale operatorie, reparti ad alto rischio, laboratori, degenze: il controllo della biocontaminazione in una struttura ospedaliera, tra le cause più rilevanti e tragiche delle infezioni nosocomiali, comincia dall’impianto di ventilazione e climatizzazione per la componente aerosospesa. La progettazione oculata, le fasi di test e validazione e l’applicazione di corrette procedure comportamentali e gestionali, sono i pilastri fondamentali per la protezione di tutte le persone che devono accedere all’interno di una struttura ospedaliera. per condurre al meglio tutte queste fasi.

Soluzioni

Blocchi operatori

DEGENZE AD ALTO ISOLAMENTO

Mission

Noi di SagiCofim siamo specialisti nel campo della filtrazione, della diffusione e distribuzione dell’aria. Proponiamo soluzioni che aiutano a garantire le migliori e più corrette prestazioni degli impianti HVAC nelle strutture ospedaliere, sia nelle condizioni standard che in quelle più critiche.

Chi progetta e realizza impianti in ambito ospedaliero, ha due priorità assolute: la salute dei pazienti e la sicurezza degli operatori. Questo criterio si estende dalle sale operatorie ai reparti di degenza, dai laboratori (preparazione radiofarmaci, antiblastici, etc) ai reparti critici (immunodepressi, infettivi, grandi ustionati).

La nostra esperienza europea più che trentennale ci ha reso esperti riconosciuti nell’ambito degli ambienti a contaminazione controllata.

Ne è un esempio il plafone filtrante DIF-OT (Diffuser for Operating Theatre), un sistema integrato, per sale operatorie, di filtrazione e diffusione dell’aria a velocità differenziata che è in grado di garantire la massima classe di sterilità (ISO 5 Operational), ovvero durante la fase d’intervento con l’équipe chirurgica in attività. Garantisce inoltre un ridotto Recovery Time e bassi consumi energetici.

Siamo convinti che il controllo della biocontaminazione aerosospesa in una struttura ospedaliera – tra le cause più rilevanti di infezioni nosocomiali – cominci e continui dall’impianto di ventilazione e condizionamento.

In quella “struttura a contaminazione controllata” che dev’essere l’ospedale nel suo insieme, sono perciò essenziali sia una progettazione oculata sia la successiva applicazione di corrette procedure comportamentali e gestionali.

Noi abbiamo l’esperienza e la competenza per orientare al meglio tutte queste fasi.

Le attuali cifre europee e italiane delle infezioni nosocomiali sono spaventose. Noi proponiamo di concepire, realizzare e gestire ospedali migliori in cui ci si rende conto che l’aria può essere il migliore alleato invece che il peggior nemico. Per tutto questo, scegliere un partner specializzato e competente è decisivo fin dall’inizio.

Già nella fase di progettazione delle strutture e degli ambienti, la committenza e il progettista sono chiamati a definire gli obiettivi da raggiungere e a effettuare le scelte tecniche più congrue per il loro conseguimento, garantendo almeno:

  • la qualità dell’aria interna per il controllo della contaminazione ambientale;
  • l’isolamento, fisico e dinamico dei singoli ambienti o reparti;
  • il mantenimento dei requisiti qualitativi ottimali;
  • l’analisi LCC (Life Cycle Cost) è oggi un fattore determinante, a livello progettuale e gestionale, per valutare la qualità e l’adeguatezza di un impianto o di una installazione.

Le nostre convinzioni, tradotte in pratiche professionali, ci hanno consentito di collaborare con importanti studi di progettazione (Foster Wheeler, Jacobs, Tecnimont, ecc.) e società di servizi come Cofely e Siram. Abbiamo progettato ed eseguito soluzioni integrate di alto livello che vanno dagli Spedali Civili di Brescia all’ospedale di Eksjö in Svezia a quello di Malta, dall’Ospedale Sacco di Milano al CTO di Torino.

La storia di SagiCofim, la sua collaborazione con clienti italiani ed europei di alto profilo, parla in modo eloquente delle nostre capacità e della nostra affidabilità. Affrontiamo ogni situazione e ogni progetto nel dettaglio, “su misura”, con attenzione specifica al caso concreto: non soltanto prodotti, ma soluzioni e visione d’insieme.

SagiCofim è in grado di garantire questo livello di prestazioni perché sviluppa, progetta e produce al massimo livello: possiede propri stabilimenti con processi produttivi d’avanguardia, dotati di linee altamente automatizzate per la costruzione di componenti aeraulici e di tutta la gamma di filtri e sistemi filtranti. Alimenta e aggiorna la produzione tramite il suo Centro specialistico di ricerca, sviluppo e sperimentazione, che agisce in stretto rapporto con il Politecnico di Milano sia per le fasi di ricerca teorica sia per eseguire e validare test svolti sul campo.

Presso la sede centrale di Cernusco sul Naviglio (Milano) si trova anche l’unità produttiva dei filtri e dei sistemi di filtrazione. Per garantire la qualità del prodotto, il reparto produttivo dei filtri HEPA e ULPA è dotato di sistemi per la verifica di tutti i filtri in accordo alla norme EN ISO 29463-4 e 5.

I componenti aeraulici vengono prodotti negli stabilimenti di Bareggio, nell’hinterland milanese, e di Teglio in Valtellina (Sondrio).

La vocazione internazionale di SagiCofim si percepisce attraverso progetti realizzati ed in corso d’opera in molte località europee e internazionali. La presenza della filiale francese di Lione, a vocazione anzitutto commerciale, ne è un esempio. La presenza in altre nazioni d’Europa è affidata ad agenti operativi di provate competenze tecniche, in grado di valutare e consigliare nel concreto delle situazioni.

Fuori dai confini dell’Europa la presenza di SagiCofim è costante e affermata soprattutto in alcune aree ad alto tasso di sviluppo industriale, quali Corea, India, Emirati arabi.

Criticità e vantaggi

L’OSPEDALE COME STRUTTURA A CONTAMINAZIONE CONTROLLATA

In questa nuova e più allargata visione, in cui l’intero ospedale è da considerarsi come una struttura a contaminazione controllata, tra gli ambiti esposti alla biocontaminazione rientrano ovviamente i laboratori a rischio biologico, chimico, i blocchi operatori, che sono già oggetto di norme e linee guida specifiche ed esaustive..

Quando si ragiona sul controllo della biocontaminazione aerostrasportata, le necessarie considerazioni riguarderanno la sua genesi e la sua diffusione attraverso l’impianto di ventilazione e condizionamento, che quindi dev’essere realizzato a regola d’arte. Ed evidenzieranno il positivo apporto dovuto all’applicazione di corrette procedure comportamentali. Vale la pena di sottolineare che per il controllo della contaminazione non basta concepire e realizzare impianti a regola d’arte, ma è fondamentale porre l’attenzione sulle procedure operative e sul comportamento degli utenti.

In questa nuova e più allargata visione, in cui l’intero ospedale è da considerarsi come una struttura a contaminazione controllata, tra gli ambiti esposti alla biocontaminazione rientrano ovviamente i laboratori a rischio biologico, chimico, i blocchi operatori, che sono già oggetto di norme e linee guida specifiche ed esaustive.

Ma le nuove prassi professionali della tecnica ospedaliera vanno estese, allo stesso modo, agli impianti di ventilazione e condizionamento per il controllo della contaminazione (VCCC), finalizzati alle varie esigenze nosocomiali nelle quali il controllo della contaminazione aerotrasportata riveste carattere prevalente: in modo diverso ma pur sempre adeguato andrà posta attenzione a tutti gli ambienti, dai reparti dedicati agli infettivi fino alle corsie, al pronto soccorso, alle sale d’attesa, ai locali comuni, alla zona d’ingresso.

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Le infezioni nosocomiali

In Ue sono ogni anno 4,1 milioni i pazienti che si ammalano di infezione in ospedale. E la stima dell’European Centre for Disease Prevention and Control sale fino a 4,5 milioni di casi, se si considera che i pazienti possono essere colpiti da più di un’infezione durante lo stesso ricovero..

Così come un intervento chirurgico ben riuscito può restituire il sorriso, un’inaspettata ed evitabile infezione può cambiare il corso di una vita. Tuttavia le statistiche relative alle infezioni nosocomiali e, in particolare, quelle relative alle infezioni del sito chirurgico, continuano a mostrare dati assolutamente allarmanti a livello mondiale. In Ue sono ogni anno 4,1 milioni i pazienti che si ammalano di infezione in ospedale. E la stima dell’European Centre for Disease Prevention and Control sale fino a 4,5 milioni di casi, se si considera che i pazienti possono essere colpiti da più di un’infezione durante lo stesso ricovero.
Un fenomeno sempre più preoccupante anche in Italia, dove sulla base delle indicazioni della letteratura e degli studi multicentrici effettuati in questi anni, si può stimare che le infezioni nosocomiali siano tra 450mila e 700mila all’anno, mortali nell’1% dei casi. Poiché le infezioni ospedaliere potenzialmente prevenibili rappresentano il 30% circa di quelle insorte, si può stimare che ogni anno vi siano fra le 135.000 e le 210.000 infezioni prevenibili, e che queste siano causa del decesso nell’1% dei casi (dai 1350 ai 2100 decessi circa prevenibili in un anno). Di queste infezioni, circa il 35% sono da ricondurre al sito operatorio. Eventi che come minimo allungano la permanenza in ospedale, e che anche per questo pesano sul Servizio sanitario nazionale con costi annuali superiori a un miliardo di euro, oltre a tre milioni di giornate lavorative perse dai pazienti.
L’infezione avviene quasi sempre tramite il contatto fonte-veicolo-ospite. Il veicolo più frequente sono le mani degli operatori, coinvolte in tutte le pratiche terapeutiche e assistenziali, e i materiali aerosospesi già presenti o prodotti dalle azioni che si compiono in sala operatoria.
Le infezioni ospedaliere sono generalmente causate da microrganismi opportunistici, presenti nell’ambiente, che possono aggredire i degenti con forme di basse difese immunitarie fino agli immunodepressi. Per questa ragione i reparti ospedalieri più critici, anzitutto quelli chirurgici, devono essere progettati e realizzati con particolari accorgimenti tecnici, in modo da garantire un superiore livello di qualità dell’aria. Ma gli studi e le linee guida più recenti estendono questa attenzione a tutte le zone e a tutti gli ambienti dell’ospedale, che viene visto nel suo complesso come un’unica “struttura a contaminazione controllata”.

In Ue ogni anno 4,1 milioni i pazienti si ammalano di infezione in ospedale. Circa il 35% in sala operatoria.

Secondo l’U.S. Department of Health and Human Services, annualmente si contano più di 290.000 infezioni chirurgiche, con oltre 13.000 casi di decesso.

Nel corso di un intervento chirurgico della durata di 4 ore, con una équipe di 6 persone, possono essere rilasciate oltre 500.000 UFC.

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Progettare l'aria di un ospedale

Nella fase della progettazione occorre prestare la massima cura all’aspetto della circolazione dell’aria. Infatti, sia che si tratti degli ambienti “critici”, sia che invece si tratti di luoghi di passaggio e d’incontro, l’aria può essere il migliore alleato o il peggior nemico.

La progettazione degli impianti aeraulici riveste pertanto un ruolo di primo piano, in cui l’attenzione va rivolta non soltanto alle fasi di scelta e di installazione, ma anche a quelle di gestione e di manutenzione..

L’ospedale è un luogo di cura e di speranza; al tempo stesso è un’azienda che deve porre attenzione a costi e sprechi. Così come nei confronti delle infezioni, anche nei riguardi dei costi è meglio prevenire che curare: ed ecco perché nella fase della progettazione occorre prestare la massima cura all’aspetto della circolazione dell’aria. Infatti, sia che si tratti degli ambienti “critici”, sia che invece si tratti di luoghi di passaggio e d’incontro, l’aria può essere il migliore alleato o il peggior nemico.
La progettazione degli impianti aeraulici riveste pertanto un ruolo di primo piano, in cui l’attenzione va rivolta non soltanto alle fasi di scelta e di installazione, ma anche a quelle di gestione e di manutenzione. Sagicofim ritiene assolutamente prioritario, per ottenere i risultati attesi, partire dalla considerazione che l’intero ospedale è una “struttura a contaminazione controllata” e che pertanto l’analisi della qualità dell’aria deve riguardare – certo, a livelli e con esigenze diversi – tutti i locali del nosocomio.

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Ridurre i costi, ottimizzare i servizi

Se la manutenzione viene progettata insieme all’impianto è possibile ottenere enormi vantaggi sotto tutti i punti di vista. Se a queste considerazioni aggiungiamo la flessibilità dell’impianto, possiamo ridurre le spese energetiche e di manutenzione fino al 70% nel medio-lungo periodo..

In molti casi il problema della manutenzione viene affrontato a impianto ultimato. Questo comporta una sostanziale disorganizzazione delle operazioni con costi aggiuntivi sostenuti in termini di tempo necessario alle operazioni e costo delle stesse. Se la manutenzione viene progettata insieme all’impianto è possibile ottenere enormi vantaggi sotto tutti i punti di vista. Se a queste considerazioni aggiungiamo la flessibilità dell’impianto, possiamo ridurre le spese energetiche e di manutenzione fino al 70% nel medio-lungo periodo.
Una componente essenziale nella riduzione dei costi è quella di ottimizzare la gestione abituale degli impianti, sia programmando al meglio la manutenzione, sia istruendo il personale sanitario a praticare procedure corrette di comportamento. Si potrà in questo modo garantire in primo luogo l’ottimizzazione dei servizi, che è lo scopo principale delle strutture, e al tempo stesso verranno contenuti gli sprechi e i deterioramenti causati da errori e da incuria.

Tra le accortezze riguardanti, nello specifico, gli impianti VCCC, è opportuno inserire a monte del filtro finale un sistema di prefiltrazione, la cui efficienza deve essere valutata in funzione delle prestazioni del filtro finale e delle manutenzioni programmate. Tale sistema di prefiltrazione deve mantenere le apparecchiature di ventilazione pulite e garantire una corretta vita operativa del filtro finale, ottimizzando i costi energetici legati all’incremento dell’intasamento progressivo.
I sistemi di filtrazione devono essere scelti e dimensionati in modo tale da valutarne anche il costo del ciclo di vita nella sua globalità (Life Cycle Cost e Life Cycle Assessment).

-L’utilizzo di sistemi di filtrazione inefficaci al controllo dei contaminanti rappresenta un aggravio dei costi energetici e di manutenzione dell’impianto.

Come indicazione generale l’utilizzo di filtri con efficienza inferiore a F7 è da sconsigliare perché:
– non offre vantaggi sostanziali nel garantire una vita utile superiore agli stadi di filtrazione successivi;
– non garantisce la pulizia e le performance nel tempo dei componenti nelle UTA;
– rappresenta uno spreco energetico per la movimentazione dell’aria.

Si veda: Ricci R., Bruschi R., Martini E., Tantucci L., Esposito E. La ventilazione dell’aria in sala operatoria, flussi turbolenti o flussi unidirezionali? Quali vantaggi, quali benefici e quali costi? Atti del XII Congresso A.I.C.O, 2009.

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Perché il flusso d'aria verticale è la soluzione migliore per chi sceglie un plafone filtrante per sala operatoria

Quello delle infezioni nosocomiali è un fenomeno sempre più preoccupante anche in Italia, dove le infezioni nosocomiali sono tra 450 mila e 700 mila all’anno, mortali nell’1% dei casi. Di queste circa il 35% sono da ricondurre al sito operatorio. Per questa ragione i reparti ospedalieri più critici, anzitutto quelli chirurgici, devono essere progettati e realizzati con particolari accorgimenti tecnici, in modo da garantire un superiore livello di qualità dell’aria..

Quello delle infezioni nosocomiali è un fenomeno sempre più preoccupante anche in Italia, dove le infezioni nosocomiali sono tra 450mila e 700mila all’anno, mortali nell’1% dei casi. Di queste circa il 35% sono da ricondurre al sito operatorio. Eventi che allungano la permanenza in ospedale e pesano sui bilanci ospedalieri con costi annuali superiori a un miliardo di euro.
Le infezioni ospedaliere sono generalmente causate da microrganismi opportunistici, presenti nell’ambiente, che possono aggredire pazienti immunodepressi. Per questa ragione i reparti ospedalieri più critici, anzitutto quelli chirurgici, vengono progettati e realizzati con particolari accorgimenti tecnici, in modo da garantire un superiore livello di qualità dell’aria.

L’Istituto Superiore di Sanità alla fine degli anni Novanta individuava tre Classi (A, B e C) di contaminazione microbica dell’aria in base all’impianto di condizionamento presente nella sala operatoria. La classe A – quella indicata per sale operatorie con particolari esigenze di controllo della contaminazione aeroportata, adibite ad esempio ad interventi di cardiochirurgia, ortopedia, neurochirurgia, chirurgia vascolare – corrisponde a un valore massimo di 10 UFC/m³, ottenibile in presenza di flusso unidirezionale con filtrazione assoluta; per la classe B, cui appartengono sale operatorie provviste di flusso turbolento con filtrazione assoluta, è ammesso un valore massimo di 200 UFC/m³; infine, per la classe C, in cui sono incluse le sale operatorie provviste di flusso turbolento con filtrazione semplice, il valore massimo accettabile corrisponde a 500 UFC/m³ (Sabatini L. Controllo della biocontaminazione ambiente: orientamenti per una normativa italiana. III° Congresso Internazionale sulla Sicurezza in Ospedale, Monza, 29-30 ottobre 1992).

Più di recente, nelle Linee guida sugli standard di sicurezza e di igiene del lavoro nel reparto operatorio pubblicate dall’Istituto Superiore per l’Igiene e la Sicurezza del Lavoro (2009), si afferma: “Si ritiene di utilizzare come valori di riferimento le indicazioni contenute nello specifico standard inglese National Health Service – Health Technical Memorandum 2025 [132] che prevedono per la contaminazione biologica i seguenti limiti nell’aria ambiente in prossimità del tavolo operatorio, per sala operatoria convenzionale in attività:
< 180 UFC/m³ con impianto VCCC a flusso turbolento
< 20 UFC/m³ con impianto VCCC a flusso unidirezionale”.

Noi di Sagicofim siamo convinti che i livelli a cui attenersi non siano quelli operativi minimi consentiti, ma quelli ottimali per la sicurezza del paziente e degli operatori. Il flusso d’aria unidirezionale è indubbiamente quello che garantisce al meglio queste condizioni, ma anch’esso può essere migliorato. Per contrastare i microrganismi multi resistenti che possono annidarsi nelle sale operatorie abbiamo messo a punto un nuovo tipo di flusso unidirezionale a velocità differenziata, che investe il sito chirurgico, il tavolo porta ferri e l’intero teatro operatorio con un flusso d’aria sterile, riducendo la carica batterica del 95% tramite filtri assoluti HEPA.

DIF-OT (Diffuser for Operation Theatre) è un sistema integrato di filtrazione e diffusione dell’aria, in grado di ottenere il massimo livello di sterilità (Classe ISO 5 operational) in situazione operativa. Garantisce inoltre un ridotto Recovery Time e bassi consumi energetici.
Se in passato si parlava soltanto di contaminanti “inerti” per sale progettate in classe ISO 5 “at rest”, attualmente le principali normative europee prescrivono che i test di validazione si svolgano in condizioni ambientali tali da simulare le attività che avvengono in sala operatoria.
In Svezia, Paese che vanta normative tra le più severe al mondo, le prestazioni del sistema DIF-OT sono state recentemente validate nel corso di un reale intervento chirurgico. Abitualmente, nel corso di un intervento chirurgico della durata di quattro ore, con una équipe di sei persone, possono essere rilasciate nell’aria oltre 500.000 UFC (Unità Formanti Colonia, agenti inquinanti che possono causare le infezioni). La nostra soluzione non soltanto è stata in grado di garantire la classe di pulizia richiesta in condizioni “operational”, ma soprattutto ha assicurato una classe di contaminazione microbiologica senza precedenti, inferiore ad 1 UFC/m³, nel corso di intervento chirurgico reale.

In Ue ogni anno 4,1 milioni di pazienti contraggono infezioni in ospedale. Circa il 35% in sala operatoria.

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Sagicofim: aria pulita da oltre 50 anni

È il cliente, e non il prodotto, che ci ispira costantemente a creare soluzioni migliori per un ambiente migliore. Per noi, anche il più piccolo miglioramento è un ulteriore passo avanti verso l’eccellenza..

Sagicofim è leader indiscussa nello studio e nella produzione di filtri per aria, componenti per la distribuzione dell’aria e sistemi integrati per la filtrazione dell’aria in ambienti critici. Tra i nostri clienti vi sono aziende farmaceutiche, strutture sanitarie, centri di ricerca, gruppi industriali, università e costruttori OEM.
Già negli anni ‘60 Sagicofim iniziò a sviluppare filtri ad alta efficienza, così da rendere disponibile nell’arco di pochi anni una gamma completa di prodotti dalle basse alle alte efficienze, filtri HEPA e filtri ULPA.
Sin dall’inizio il nostro approccio tecnico è stato orientato alla creazione di un rapporto solido e aperto con i clienti, mettendo a frutto tutta la nostra competenza per fornire soluzioni ai loro problemi nel rispetto dei requisiti più rigorosi.
Ed è stato lavorando così, a stretto contatto con i clienti, che abbiamo raggiunto una visione chiara e insieme profonda di tutti i rischi implicati nella progettazione di impianti HVAC per ambienti critici. E’ estremamente importante che l’aria sia efficacemente filtrata, ma è importante anche regolare correttamente il movimento dei flussi d’aria in mandata ed in ripresa all’interno degli ambienti critici.
E’ perciò che negli anni ‘80 l’azienda è entrata nel mercato della diffusione e distribuzione dell’aria, allestendo due nuovi ed ulteriori centri di produzione che a tutt’oggi fabbricano diffusori, griglie, serrande, dispositivi VAV/CAV, silenziatori e tutti gli accessori necessari a soddisfare le esigenze dei clienti.
Attualmente Sagicofim dispone di quattro sedi produttive, laboratori di collaudo interni, un avanzatissimo centro R&D e dell’esperienza accumulata in oltre mezzo secolo di lavoro: tutto ciò fa di noi un fornitore di soluzioni per impianti HVAC per ambienti critici al “100% italiano” e un partner affidabile per i nostri clienti.
Siamo grati a tutti i nostri clienti che da oltre 50’anni continuano ad affidarsi a noi, confermando così i risultati che abbiamo raggiunto restando fedeli ai nostri valori fondamentali:

Passione
E’ il cliente, e non il prodotto, che ci ispira costantemente a creare soluzioni migliori per un ambiente migliore.

Competenza
Quando studi un problema puoi trovare per esso molte soluzioni diverse. Ma solo una vasta conoscenza, ti consentirà di studiare il problema in profondità e ottenere così la miglior soluzione.

Affidabilità
Per noi, anche il più piccolo miglioramento è un ulteriore passo avanti verso l’eccellenza.

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norme e linee guida per gli impianti nel mondo hospital

Il “sistema ospedale” va ripensato ponendo attenzione al problema della contaminazione in tutti i suoi aspetti, affinché il processo realizzativo, composto dal progetto, dalla realizzazione e dalla conduzione dell’impianto possa essere tale da produrre e mantenere ambienti sicuri: nel controllo della contaminazione è fondamentale porre l’attenzione sulle procedure operative e sul comportamento degli utenti..

Il “SISTEMA OSPEDALE” va ripensato ponendo attenzione al problema della contaminazione in tutti i suoi aspetti, affinché il processo realizzativo, composto dal progetto, dalla realizzazione e dalla conduzione dell’impianto possa essere tale da produrre e mantenere ambienti sicuri: nel controllo della contaminazione è fondamentale porre l’attenzione sulle procedure operative e sul comportamentali degli utenti.

Deve ancora aumentare la sensibilizzazione sul tema del rischio “biologico” legato alle particelle aerotrasportate e sulle conseguenti scelte tecniche da applicare. Questo perché la prassi farmacologica attualmente applicata risulta sempre meno efficace nei confronti di agenti patogeni radicati nelle strutture ospedaliere, con conseguenti lunghe e dolorose degenze per i pazienti, tragedie per i famigliari e notevoli costi per la collettività.

Le normative esistenti sono incomplete e datate. Mentre si pone attenzione alle situazioni definite “critiche”, si resta distratti nei confronti di impianti che da soli condizionano per il meglio o per il peggio l’intera vita di un nosocomio: in particolare, i sistemi di conduzione dell’aria. Nel corso del 2015 Aicarr ha approvato delle linee guida che in buona parte colmano questa lacuna, introducendo riferimenti attendibili e auspicabili.

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dirigente ospedaliero

Direttore generale ASL - DIrettore sanitario Direttore generale ospedale

La “sindrome da edificio malato” è, fin dagli anni 1960, il nome che viene dato a un insieme di sintomi che compaiono principalmente in coloro che lavorano in uffici ed edifici con aria condizionata. Questo tema è ancor più importante nel caso di un ospedale, in cui microbi, batteri e virus trovano facilmente il proprio habitat.
Gli impianti di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata (VCCC) hanno la funzione di mantenere negli ambienti la concentrazione di inquinanti aerotrasportati, biologici, inerti, chimici o radioattivi al di sotto dei limiti prefissati; in particolare le particelle aereosospese che ospitano un microorganismo, misurate in Unità Formanti Colonie per metro cubo (UFC/m³).

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La progettazione di un ospedale investe criteri che non possono limitarsi alle caratteristiche tecniche; l’azione di cura non inizia e non si esaurisce nell’intervento diretto sul fisico del paziente. Essa investe anche, con pesi diversi, la gestione della documentazione sanitaria, la promozione della salute, l’educazione sanitaria e la prevenzione, la considerazione di diversi gradi di rischio per il paziente e per gli altri ospiti corrispondenti a diverse patologie, l’accoglienza dell’ambiente come elemento che contribuisce alla qualità della cura.

Le procedure di cura stanno evolvendo nella direzione della semplificazione: interventi meno invasivi, preferenza accordata – quando possibile – al day hospital anche in circostanze che prima richiedevano il ricovero, tempi di degenza generalmente ridotti.
Al di là di quanto si sta già facendo, quella di ridurre i tempi morti e i tempi di degenza è un’esigenza che le aziende ospedaliere avvertono, e che non si riconduce soltanto a esigenze di risparmio, ma anche all’opportunità di offrire servizi sempre migliori e rispettosi del paziente.

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Progettista

La progettazione dei flussi d’aria richiede attenzione già nella fase di progettazione delle strutture e degli ambienti; la valutazione di alcune condizioni al contorno e la necessità di sistemi diversi per ambienti diversi costituiscono una base necessaria e ottimale per realizzare una soluzione di eccellenza. Contaminante è qualsiasi agente chimico, fisico, biologico o elettromagnetico in grado di interagire negativamente sul benessere e la salute delle persone nonché sulla qualità attesa della struttura. Occorre promuovere strutturalmente la sensibilizzazione sul tema decisivo del rischio “biologico” connesso con le particelle aerotrasportate e sulle conseguenti scelte tecniche ed economiche da applicare.

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Rischio, stima del rischio, riduzione del rischio, rischio residuo sono indicatori che devono essere limitati: sta alla committenza e al professionista definire gli obiettivi da raggiungere ed effettuare le scelte tecniche congrue per il loro conseguimento. Per ogni area e per ogni soggetto sensibile si deve conoscere il rischio di possibile contaminazione. Tale rischio può essere suddiviso in rischio di “area” e rischio “individuale”.

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La “sindrome da edificio malato” è, fin dagli anni 1960, il nome che viene dato a un insieme di sintomi che compaiono principalmente in coloro che lavorano in uffici ed edifici con aria condizionata. Questo tema è ancor più importante nel caso di un ospedale, in cui microbi, batteri e virus trovano facilmente il proprio habitat.
Gli impianti di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata (VCCC) hanno la funzione di mantenere negli ambienti la concentrazione di inquinanti aerotrasportati, biologici, inerti, chimici o radioattivi al di sotto dei limiti prefissati; in particolare le particelle aereosospese che ospitano un microorganismo, misurate in Unità Formanti Colonie per metro cubo (UFC/m³).

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La progettazione di un ospedale investe criteri che non possono limitarsi alle caratteristiche tecniche; l’azione di cura non inizia e non si esaurisce nell’intervento diretto sul fisico del paziente. Essa investe anche, con pesi diversi, la gestione della documentazione sanitaria, la promozione della salute, l’educazione sanitaria e la prevenzione, la considerazione di diversi gradi di rischio per il paziente e per gli altri ospiti corrispondenti a diverse patologie, l’accoglienza dell’ambiente come elemento che contribuisce alla qualità della cura. Il progetto di ricerca dell’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali del Lazio ne fornisce un compendio.

L’architettura degli impianti, delle apparecchiature e il loro inserimento nel sistema edilizio deve essere definita e progettata in modo da facilitare la gestione, il controllo, la manutenzione e la sostituzione delle parti obsolete e di quelle in avaria. Inoltre, per gli impianti soggetti a qualifica, devono essere previsti controlli periodici atti a verificare nel tempo le condizioni operative che determinano la classificazione degli ambienti cui gli impianti appartengono.

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In molti casi il problema della manutenzione viene affrontato a impianto ultimato. Questo comporta una sostanziale disorganizzazione delle operazioni con costi aggiuntivi sostenuti in termini di tempo necessario alle operazioni e costo delle stesse. Se la manutenzione viene progettata insieme con ’impianto privilegiando la flessibilità operativa e secondo il criterio del Life Cycle Cost è possibile ottenere enormi vantaggi sotto tutti i punti di vista.

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Le procedure di cura stanno evolvendo nella direzione della semplificazione: interventi meno invasivi, preferenza accordata – quando possibile – al day hospital anche in circostanze che prima richiedevano il ricovero, tempi di degenza generalmente ridotti.
Al di là di quanto si sta già facendo, quella di ridurre i tempi morti e i tempi di degenza è un’esigenza che le aziende ospedaliere avvertono, e che non si riconduce soltanto a esigenze di risparmio, ma anche all’opportunità di offrire servizi sempre migliori e rispettosi del paziente.

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I sistemi di diffusione da impiegare nei differenti locali ospedalieri devono sostenere alcuni requisiti fondamentali, quali: sicurezza, qualità dell’aria, comfort termico e acustico. A tal fine è essenziale valutare rigorosamente i parametri di dimensionamento del sistema di diffusione. La scelta si basa inizialmente sul tipo di destinazione d’uso del locale e degli elementi critici che necessitano di un livello d’attenzione particolare.

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I sistemi di recupero di calore devono essere scelti e installati in modo da garantire l’assenza di infiltrazioni e la trasmissione di contaminanti tra aria espulsa e aria di rinnovo.

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I sistemi di ventilazione e di condizionamento devono rispettare criteri stringenti, derivanti dai tre obiettivi principali della sua realizzazione: le migliori condizioni igienico-sanitare per garantire la salute del paziente, l’economia del progetto, le conseguenze sull’ambiente circostante al fine prioritario di ridurre le infezioni nosocomiali.
I risultati migliori nascono dall’insieme di scelta di prodotti e soluzioni all’avanguardia, conduzione di progetto attenta ai particolari, cultura comportamentale e formazione del personale. Norme e linee guida tracciano il solco entro cui il progetto dell’aria di un ospedale del XXI secolo deve svilupparsi.

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La progettazione dei flussi d’aria richiede attenzione già nella fase di progettazione delle strutture e degli ambienti; la valutazione di alcune condizioni al contorno e la necessità di sistemi diversi per ambienti diversi costituiscono una base necessaria e ottimale per realizzare una soluzione di eccellenza. Contaminante è qualsiasi agente chimico, fisico, biologico o elettromagnetico in grado di interagire negativamente sul benessere e la salute delle persone nonché sulla qualità attesa della struttura. Occorre promuovere strutturalmente la sensibilizzazione sul tema decisivo del rischio “biologico” connesso con le particelle aerotrasportate e sulle conseguenti scelte tecniche ed economiche da applicare.

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dirigente ospedaliero

Direttore generale ASL - DIrettore sanitario Direttore generale ospedale

Rischio, stima del rischio, riduzione del rischio, rischio residuo sono indicatori che devono essere limitati: sta alla committenza e al professionista definire gli obiettivi da raggiungere ed effettuare le scelte tecniche congrue per il loro conseguimento. Per ogni area e per ogni soggetto sensibile si deve conoscere il rischio di possibile contaminazione. Tale rischio può essere suddiviso in rischio di “area” e rischio “individuale”.

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La progettazione di un ospedale investe criteri che non possono limitarsi alle caratteristiche tecniche; l’azione di cura non inizia e non si esaurisce nell’intervento diretto sul fisico della/del paziente. Essa investe anche, con pesi diversi, la gestione della documentazione sanitaria, la promozione della salute, l’educazione sanitaria e la prevenzione, la considerazione di diversi gradi di rischio per l /il paziente e per le/gli altre/i ospiti corrispondenti a diverse patologie, l’accoglienza dell’ambiente come elemento che contribuisce alla qualità della cura. Il progetto di ricerca dell’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali del Lazio ne fornisce un compendio.

L’architettura degli impianti, delle apparecchiature e il loro inserimento nel sistema edilizio deve essere definita e progettata in modo da facilitare la gestione, il controllo, la manutenzione e la sostituzione delle parti obsolete e di quelle in avaria. Inoltre, per gli impianti soggetti a qualifica, devono essere previsti controlli periodici atti a verificare nel tempo le condizioni operative che determinano la classificazione degli ambienti cui gli impianti appartengono.

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In molti casi il problema della manutenzione viene affrontato a impianto ultimato. Questo comporta una sostanziale disorganizzazione delle operazioni con costi aggiuntivi sostenuti in termini di tempo necessario alle operazioni e costo delle stesse. Se la manutenzione viene progettata insieme con l’impianto privilegiando la flessibilità operativa e secondo il criterio del Life Cycle Cost è possibile ottenere enormi vantaggi sotto tutti i punti di vista.

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Le procedure di cura stanno evolvendo nella direzione della semplificazione: interventi meno invasivi, preferenza accordata – quando possibile – al day hospital anche in circostanze che prima richiedevano il ricovero, tempi di degenza generalmente ridotti.
Al di là di quanto si sta già facendo, quella di ridurre i tempi morti e i tempi di degenza è un’esigenza che le aziende ospedaliere avvertono, e che non si riconduce soltanto a esigenze di risparmio, ma anche all’opportunità di offrire servizi sempre migliori e rispettosi del paziente.

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L’ospedale di Chiari è un ottimo esempio di come anche in fase di ristrutturazione è possibile garantire le migliori prestazioni di sicurezza ambientale e tutela infettiva, attraverso l’uso di criteri all’avanguardia oggi usati nella realizzazione delle strutture nuove.

La classificazione dei filtri d’aria è oggi regolata da molte norme, molto rigorose, che permettono di definire con precisione le caratteristiche del filtro in relazione alla propria classe di efficienza ed impiego. La conoscenza di queste norme è necessaria al progettista e all’installatore, che devono essere in grado di proporre in modo consapevole il tipo di filtro che meglio risponde ai requisiti del progetto.

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I sistemi di diffusione da impiegare nei differenti locali ospedalieri devono sostenere alcuni requisiti fondamentali, quali: sicurezza, qualità dell’aria, comfort termico e acustico. A tal fine è essenziale valutare rigorosamente i parametri di dimensionamento del sistema di diffusione. La scelta si basa inizialmente sul tipo di destinazione d’uso del locale e degli elementi critici che necessitano di un livello d’attenzione particolare.

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Energy Manager

La progettazione di un ospedale investe criteri che non possono limitarsi alle caratteristiche tecniche; l’azione di cura non inizia e non si esaurisce nell’intervento diretto sul fisico della/del paziente. Essa investe anche, con pesi diversi, la gestione della documentazione sanitaria, la promozione della salute, l’educazione sanitaria e la prevenzione, la considerazione di diversi gradi di rischio per l /il paziente e per le/gli altre/i ospiti corrispondenti a diverse patologie, l’accoglienza dell’ambiente come elemento che contribuisce alla qualità della cura. Il progetto di ricerca dell’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali del Lazio ne fornisce un compendio.

In molti casi il problema della manutenzione viene affrontato a impianto ultimato. Questo comporta una sostanziale disorganizzazione delle operazioni con costi aggiuntivi sostenuti in termini di tempo necessario alle operazioni e costo delle stesse. Se la manutenzione viene progettata insieme con ’impianto privilegiando la flessibilità operativa e secondo il criterio del Life Cycle Cost è possibile ottenere enormi vantaggi sotto tutti i punti di vista.

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